E’ in edicola il 5° numero della rivista “Langhe – Cultura e Territorio”: presentazione ed info su come fare per averlo!

Sarà in edicola  e nelle librerie a fine settimana il 5° numero della rivista/libro “Langhe, Cultura e Territorio” edita da Arvangia ed Araba Fenice editore.

Quali sono gli argomenti trattati in questo numero che accompagna il venticinquesimo anniversario  di arvangia (dal piemontese col significato di riscatto, rivincita) sul territorio di Langa, Monferrato e Roero? Si comincia dalla “Langa double face”, quella  dei langhetti poco comunicativi che soccombono al destino e di altri, imprenditori di successo come Angelo Gaja di Barbaresco, che il destino lo cambiano e la fortuna smettono di cercarla, scoprendo di averla in casa.

In seconda battuta incontriamo le “colline patrimonio”, oggi in discussione per la candidatura Unesco, con quattro chiari segni di identità, le case di pietra, le orchidee, i terrazzamenti e i poteri delle donne in  cucina.

Si prosegue con la rubrica “Dentro la vita degli altri” che ci fa conoscere gente vera, tra radicamento alla Bosia ed emigrazione in Argentina. Al centro della scena  l’UNIVERSO FEMMINILE che  ci fa incontrare a Vinchio, Alba, Dogliani, Lequio Berria donne coraggiose che tirano la volata alle staffette partigiane della Valle Gesso e  a personaggi famosi come la Contessa di Castiglione e Rosa Vercellana, la bella Rosin.

Il cuore di “Langa viva” pulsa forte in altitudine, da  Arguello, paese del cuculo, a Paroldo, Roccaverano, Pezzolo Valle Uzzone e dintorni, raccontando di forestieri che si sono innamorati delle nostre colline e hanno scelto di viverci. Alle Langhe sono dedicati l’omaggio fotografico di Antonino Russo detto “Nini” ed il viaggio in cartolina  che fa tappa a Diano. Nella rubrica dei patriarchi delle colline, da Piero Balbo, mitico comandante Poli, al partigiano “Negrito” che sapeva parlare ai giovani,  ad Ugo Cerrato, al centenario Pasquale Ricossa, all’artigiano di Cissone che costruisce violini, la linfa che scorre in profondità è vitale e corroborante. Il cammino di chi conosce le strade degli emigranti vede in primo piano i Bongiovanni sparsi per il mondo ed il loro desiderio di ritrovare le proprie radici.
Nei “colpi di scena” l’estro creativo ha protagonisti vecchi e nuovi, dal pittore della lacerazione del segno, Bruno Sandri, al rabdomante dei colori, Beppe Gallo, a Lella incantata dall’azzurro cielo. E non è da meno il fascino di chi è stato campione o di chi aspira a diventarlo, sui campi di calcio o negli sferisteri, con  leggende che si tramandano come quella sul “mancino di Castino”. La “terra madre” viene dissodata a Roccaverano e San Benedetto, in un gioco di specchi tra uomini e bestie, oggi come ieri. La “memoria d’uomo” ci fa salire sulle vecchie corriere di Bert e di Fogliati, nei viaggi città- campagna che hanno aperto di fronte a noi orizzonti sempre più ampi. Viaggi  oggi diventati “virtuali”  sulle pagine di riviste-libro come Langhe per incontrare banditi come l’Andriano di Roddino e l’amarcord di paesi a luce spenta come Torre Bormida.
Infine le due rubriche di chiusura “Oltre il Sinai delle colline” e “Compleanni di cultura”, un modo sano di confrontarsi con gli altri, conoscere, rendersi conto che le partite importanti, per il riconoscimento della lingua piemontese, il riconoscimento Unesco, la cultura diffusa,  la solidarietà, l’apertura agli altri si giocano tutti insieme, sviluppando sinergie o, se preferite, con il tradizionale taché tran-a contadino. Un lievitare di bollicine culturali che da Alba raggiunge la collina degli Elfi di Govone, si sofferma a Castellinaldo, Castelceriolo, Cortiglione d’Asti, Cuneo, Torino, sale ad Entracque dove c’è aria di Tibet, finendo, poi,  col brindare al Monferrato.

Per chi non vivesse in Langa: la rivista può essere richiesta a mezzo email a arvangia@casamemorie.it oppure telefonicamente ai numeri 0173-35946/3381761673; vi verrà spedita a mezzo posta.