Il 5° numero del libro rivista “Langhe – cultura e territorio” presto in edicola ed in libreria

E’ prevista per metà Marzo la pubblicazione del 5° numero del libro rivista “Langhe, cultura e territorio” edito dall’associazione culturale Arvangia ed Araba Fenice Editore.
Non abbiamo mai nascosto la nostra particolare simpatia per un progetto tanto ambizioso quanto interessante ed è per questo che ci fa molto piacere sapere che l’interesse è in continua crescita così come il riscontro positivo in termine di vendite.
Vi ricordiamo che sarà possibilie acquistare la pubblicazione nelle librerie ed edicole di Alba e delle Langhe e che l’Associazione Culturale Arvangia è disponibile a spedire la rivista a chi ne farà richiesta.
Pubblichiamo in anteprima l’editoriale, scritto dal direttore Donato Bosca.


Quali argomenti trattiamo in questo quinto numero della rivista libro “Langhe, cultura e territorio” che accompagna il venticinquesimo anniversario di arvangia (dal piemontese col significato di riscatto, rivincita) sul territorio di Langa, Monferrato e Roero? Cominciamo dalla “Langa double face”, quella dei langhetti poco comunicativi che soccombono al destino e di altri, imprenditori di successo come Angelo Gaja di Barbaresco, che il destino lo cambiano e la fortuna smettono di cercarla, scoprendo di averla in casa.

In seconda battuta incontriamo le “colline patrimonio”, oggi in discussione per la candidatura Unesco, con quattro chiari segni di identità, le case di pietra, le orchidee, i terrazzamenti e i poteri delle donne in cucina.

Si prosegue con la rubrica “Dentro la vita degli altri” che ci fa conoscere gente vera, tra radicamento ed emigrazione. Al centro della scena le “storie di donne”che ci fanno incontrare a Vinchio, Alba, Dogliani, Lequio Berria donne coraggiose che tirano la volata alle staffette partigiane della Valle Gesso e a personaggi famosi come la Contessa di Castiglione e Rosa Vercellana, la bella Rosin.

Il cuore di “Langa viva” pulsa forte in altitudine, da Arguello, paese del cuculo, a Paroldo, Roccaverano e dintorni, raccontando di forestieri che si sono innamorati delle nostre colline e hanno scelto di viverci.

Alle Langhe sono dedicati l’omaggio fotografico di Antonino Russo detto “Nini” ed il viaggio in cartolina che fa tappa a Diano. Nella rubrica dei patriarchi delle colline, da Piero Balbo, mitico comandante Poli, al partigiano “Negrito” che sapeva parlare ai giovani, ad Ugo Cerrato, al centenario Pasquale Ricossa, all’artigiano di Cissone che costruisce violini, la linfa che scorre in profondità è vitale e corroborante. Il cammino di chi conosce le strade degli emigranti vede in primo piano i Bongiovanni sparsi per il mondo ed il loro desiderio di ritrovare le proprie radici.

Nei “colpi di scena” l’estro creativo ha protagonisti vecchi e nuovi, dal pittore della lacerazione del segno, al rabdomante dei colori, a Lella incantata dall’azzurro cielo. E non è da meno il fascino di chi è stato campione o di chi aspira a diventarlo, sui campi di calcio o negli sferisteri, con leggende che si tramandano come quella sul “mancino di Castino”.

La “terra madre” viene dissodata a Roccaverano e San Benedetto, in un gioco di specchi tra uomini e bestie, oggi come ieri.

La “memoria d’uomo” ci fa salire sulle vecchie corriere di Bert e di Fogliati, nei viaggi città campagna che hanno aperto di fronte a noi orizzonti più ampi. Viaggi che oggi si fanno sulle pagine per incontrare banditi come l’Adriano di Roddino e l’amarcord di una Langa che non c’è più a Torre Bormida.

Infine le due rubriche di chiusura “Oltre il Sinai delle colline” e “Compleanni di cultura”, un modo sano di confrontarsi con gli altri, conoscere, rendersi conto che le partite importanti, per il riconoscimento della lingua piemontese, il riconoscimento Unesco, la cultura diffusa, solidarietà, l’apertura agli altri quando ci vengono presentati come “diversi di noi”, si giocano tutti insieme, sviluppando sinergie o, se preferite, con il tradizionale taché tran-a contadino.

Un grazie di cuore ai tanti collaboratori che ci mettono a disposizione gratuitamente documenti, fotografie, cartoline, aneddoti, personaggi e storie poco conosciuti. Se trovate imperfezioni nei testi, inesattezze nelle didascalie o dimenticanze vi preghiamo di scusarci e di aiutarci a rimediare, segnalando le nostre “sviste” alla redazione arvangia@casamemorie.it. Le imperfezioni si possono sempre correggere ed è anche questo uno degli obiettivi da raggiungere, migliorando il nostro lavoro. Al silenzio, alla memoria che tace, alla noncuranza, al disimpegno, all’abbandono, non c’è, purtroppo, modo di reagire. Donato Bosca