I vini Rivetto a Hollywood: Hereafter di Clint Eastwood mostra a tutto il mondo la bottiglia di Barbaresco dell’azienda piemontese

La cantina piemontese Rivetto,  storica azienda  di Sinio con vigneti in Serralunga,  produttrice di Barolo e Barbaresco, ha fatto la sua comparsa, spettacolare e inaspettata, all’interno del film Hereafter diretto da Clint Eastwood e interpretato da Matt Damon.
Il film, sugli schermi italiani in questi giorni, mostra una scena che narra di un corso di cucina italiana a cui partecipa lo stesso Matt Damon. E, sorpresa! Ad un tratto si parla di Barbaresco, di Piemonte e… si vede una bottiglia che pare nota.

L’etichetta è quella dell’azienda Rivetto, più volte inquadrata  in modo molto chiaro e riconoscibile.
Oltre alla personale sorpresa di ritrovare il proprio vino all’interno di un film di questo calibro, i titolari della cantina, Enrico e Alessandro Rivetto, sottolineano l’importanza per il vino Barbaresco e per il Piemonte, di comparire in un contesto così prestigioso e ad alta visibilità. Dice Enrico Rivetto: “Il nostro Barbaresco è diventato, improvvisamente e inaspettatamente, una star cinematografica. Ci tengo a sottolineare che, a differenza di quanto solitamente può capitare, non abbiamo effettuato alcun investimento economico – di cui non immaginiamo neanche l’importo –  per comparire in Hereafter. Mi piace pensare che il nostro Barbaresco sia stato scelto da qualcuno che ama il Piemonte, la denominazione e anche la nostra azienda”.
Continua Alessandro Rivetto: “Immagino i grandissimi benefici che a tutto il nostro territorio e ai vini piemontesi deriveranno dall’essere citati in un film che finora ha incassato solo in Italia più di 3 milioni di euro, e più di 30 milioni di dollari negli USA. Nel film si parla di Piemonte, di Barbaresco, di un vino definito “fantastico”, di uve nebbiolo: un veicolo davvero importante per invogliare anche coloro che  hanno poca dimestichezza con il  nostro mondo ad approfondire l’argomento e ad avvicinarsi alle bottiglie piemontesi. Che l’unico vino italiano citato nella sceneggiatura sia un rosso DOCG  di Langa mi sembra un ottimo presagio per il futuro, un augurio a tutti coloro che, come noi,  hanno investito e lavorato sul mercato americano e mondiale  per anni”.