Il Barbaresco dell’Azienda Agricola Rivetto nell’ultimo film di Clint Eastwood

Sono al cinema a Bra per vedere Hereafter, l’ultimo film di Clint Eastwood; il film è iniziato da circa mezz’ora quando scorre una scena di un corso di cucina, tenuto da uno chef  italiano.

E’ un attimo, intravedo una bottiglia di vino ed ho la sensazione (giuro!) di aver già visto questa bottiglia sulla mia tavola ed associo l’etichetta ad un’Azienda agricola delle Langhe che conosco bene (ma, sono sincero, non credo assolutamente alla bontà della mia sensazione), questo ancor prima che lo chef dica:

“Ai corsi di aerobica ci si scalda con lo stretching, noi ci scalderemo con un buon bicchiere di Barbaresco, un fantastico vino del Piemonte nel Nord dell’Italia, fatto da uve nebbiolo, bevetene un sorso, coraggio! Salute!”

Da quel momento divento più attento e, da amante del vino e del territorio delle Langhe quale sono, desidero assolutamente capire quale è il Barbaresco prescelto; ad un certo punto non ho più dubbi e non posso fare altro se non trovare conferma alla mia prima sensazione: la bottiglia di Barbaresco nell’ultimo film di Clint Eastwood (Hereafter) è dell’azienda Agricola Rivetto.

Conosco Enrico Rivetto (nella foto qui sotto), uno dei titolari di questa azienda agricola, ed aspetto l’intervallo per mandargli un sms e comunicargli la notizia; in realtà gli avrei voluto chiedere a quale “santo in Paradiso” si fosse rivolto per far passare una delle sue bottiglie  in un film così importante ma dalla sua risposta colgo l’incredulità: Enrico non sapeva nulla di tutto ciò!

Ci siamo sentiti il giorno dopo per commentare la cosa ed Enrico mi diceva “…è  sempre bello sentir parlare di territorio piemontese di qualità nei film hollywoodiani, in particolar modo se viene fatto in maniera genuina e disinteressata, com’è stato per Hereafter.

Ho subito pensato a mio nonno Ercole, lui era un grande appasionato dei film di Clint Eastwood ed ovviamente di Barbaresco, ed è proprio a Barbaresco che si era stabilizzato nel corso della seconda guerra mondiale per vinificare i Nebbioli in alcune cantine momentaneamente chiuse a causa del conflitto.”

Mi ha fatto molto piacere vedere una bottiglia di questa Azienda agricola in un film così importante e lo dico con grande sincerità; Enrico lo sa perchè ne abbiamo parlato più volte: io sostengo che il lavoro che lui sta facendo, non solo in cantina ma anche on line per promuovere la sua azienda sia un lavoro di grande valore e sono dell’idea che lui avrà ragione a dispetto dei tanti produttori scettici  che sostengono che “internet non serve per vendere il vino”.

Io credo il contrario ed Enrico anche; personalmente mi fa piacere pensare che la bottiglia sia stata scelta tra le tante altre di Barbaresco disponibili sul mercato USA anche grazie al suo lavoro di promozione on line. Prendetevi 5 minuti ed andate a vedere il lavoro di Enrico, in particolare il suo blog (in italiano ed inglese) merita davvero una lettura!

I produttori di vino ci insegnano che le uve nebbiolo per diventare un grande Barolo necessitano di pazienza e di anni di attesa; anche il web e la promozione on line è così: si semina oggi per raccogliere domani, ma chi semina e coltiva bene poi raccoglie. Anche questo è “un duro lavoro”

Complimenti all’Azienda Rivetto!

MP