Alta Langa Zero di Enrico Serafino: intervista al “winemaker” Paolo Giacosa

Nei giorni scorsi vi abbiamo parlato dell’Alta Langa Zero di Enrico Serafino 2004 premiata poche settimane fa con i 3 bicchieri del Gambero Rosso.

Abbiamo avuto il piacere di incontrare Paolo Giacosa (nelle foto in alto), enologo di Enrico Serafino il quale in cantina si occupa a 360° degli aspetti tecnici, a partire dalla vendemmia, alla fermentazione e al successivo affinamento in acciaio o legno di tutti i vini prodotti dall’azienda; in questo incarico è coadiuvato da Enzo Barbero, responsabile enologico delle diverse cantine del Gruppo Campari del quale le Cantine Enrico Serafino fanno parte, e dal consulente Beppe Caviola.

A Paolo abbiamo posto alcune domande, innanzitutto gli abbiamo chiesto di cosa si fosse occupato direttamente nella realizzazione di questo vino: “…quando è nato Alta Langa Zero, quindi durante la vendemmia  2004 e nella successiva rifermentazione in bottiglia (primavera 2005) non lavoravo ancora in Serafino, ho seguito la parte finale dell’affinamento sugli lieviti, la scelta della partita di bottiglie da destinare a questo prodotto, le operazioni di degorgiamento ed in particolare la scelta di non utilizzare liqueur d’expedition”

Abbiamo poi chiesto a Paolo quali fossero le differenze tra questa Alta Langa e quella “normale”

“Alta Langa Zero si differenzia dalla “normale” Alta Langa per diversi aspetti, ad iniziare dalla materia prima, viene infatti prodotta con uva maturata in vigne selezionate, in particolare su terreni con predominanza di argilla, dove soprattutto il Pinot nero da origine a vini con ottima struttura e longevità.

In secondo luogo la sosta sugli lieviti è di circa 60 mesi (il disciplinare di produzione impone almeno 30 mesi) e durante questa fase le cessioni dagli lieviti sono fondamentali per la struttura del prodotto , la durata nel tempo e il quadro olfattivo.

Ultima, ma sostanziale differenza come dicevo prima, l’assenza di liqueur d’expedition; nella fase di degorgement viene utilizzato lo stesso vino e non il liqueur con zucchero o vini di annate precedenti; liqueur che apportano zucchero o vini più vecchi servono per rendere più strutturato il prodotto e per ampliarne il quadro aromatico, ma dall’altro lato ne possono ridurre la naturalità, la tipicità. Alta langa zero al termine della sosta sugli lieviti possedeva già caratteristiche ottimali e non necessitava di liqueur”

Alta Langa Zero (produzione 10.000 bottiglie, mentre la produzione totale di Alta Langa Enrico Serafino è di circa 75.000 bottiglie) è in commercio da novembre nelle enoteche, nei ristoranti e nel punto vendita interno all’azienda e sarà venduta sia in Italia che all’estero (Germania, Regno unito, svizzera, USA ecc..)

Abbiamo poi chiesto a Paolo Giacosa se, a suo avviso, l’’Alta Langa come vino ha le possibilità per competere con vini simili più blasonati, quali ad esempio lo Champagne e come mai, secondo lui, non sia ancora riuscita fino ad ora a decollare nel mercato delle “bollicine”

Ci risponde Paolo “..ritengo che Alta Langa abbia molte potenzialità e possa competere sia con spumanti italiani delle zone più blasonate (Franciacorta, Trentino, Oltrepò), ma anche con alcuni Champagne, con cui condivide la tecnica produttiva.

Sicuramente è uno spumante ancora poco valorizzato e conosciuto, per vari motivi. In primis è una DOC recente: i metodo classici italiani sono nati in Piemonte a fine 1800 ma sono poi stati abbandonati per  spumanti dolci come l’Asti, mentre altre zone d’Italia hanno creduto nella tipologia di prodotto (appunto Franciacorta, Trentino, Oltrepo). Ad inizio  anni 90, è partito il progetto Alta Langa per colmare un vuoto nel panorama enologico piemontese e per riappropriarci di uno spumante classico. Inizialmente sono state scelte le zone vocate per i vigneti, poi sono stati realizzatii impianti sperimentali di Pinot nero e Chardonnay, seguiti dalle prove di vinificazione. La DOC è arrivata solo nel 2002.

Inoltre le case spumantiere che hanno dato vita al progetto erano per la maggior parte grosse aziende quindi ritenute poco credibili per produrre uno spumante di nicchia ad alta qualità; dal punto di vista  pubblicitario non è mai stato investito molto, non essendo per queste aziende Alta Langa il core business.

L’assegnazione dei tre bicchieri ad Alta Langa Zero di Enrico Serafino sarà utile a far conoscere e far parlare di questo prodotto, non solo di quello da noi prodotto, ma in generale.”

Torniamo infine ai Tre Bicchieri della Guida Vini d’Italia del Gambero Rosso, come funziona la partecipazione?

“la Guida Vini d’Italia del Gambero Rosso è unanimemente considerata la più importante guida italiana del settore. L’iscrizione è libera ed avviene inviando il modulo di partecipazione e la campionatura dei vini che vengono degustati da un pool di giornalisti esperti (gli stessi che poi recensiscono i vini sulla guida); queste degustazioni sono fatte a livello regionale e vengono selezionati i vini che parteciperanno alle finali di Roma, da cui usciranno i prodotti premiati con i Tre bicchieri, qualche centinaia fra le migliaia di vini iscritti inizialmente.”

Paolo, per concludere elencaci alcuni aggettivi che ci convincano a correre in enoteca ad acquistare l’Alta Langa Zero di Enrico Serafino: “..alcuni aggettivi per descriverlo? beh sicuramente elegante e complesso al naso, potente ma fresco in bocca, molto minerale e persistente, ma soprattutto rispettoso del territorio in cui nasce e della tipicità dei vitigni, in particolare Pinot nero.
Dovrebbero essere  soprattutto questi due ultimi aspetti , insieme al fatto che non è “dosato”, i motivi per scegliere qs spumante…”

Noi non siamo massimi esperti, ma ci hai convinto…..!

“Conoscendo il vostro amore per le bollicine di qualità non avevo dubbi”