Megan, una Californiana di Langa

Se qualcuno vi chiedesse quale è il popolo straniero che ama maggiormente le Langhe siamo sicuri che rispondereste “quello tedesco” oppure “quello svizzero” e probabilmente è vero; sono state quelle le targhe automobilistiche che prima di altre abbiamo visto circolare sulle strade che attraversano le nostre amate Langhe.
Mi ricordo, ci si girava a guardarle con un po’ di curiosità e quasi quasi ci si stupiva dell’interesse che qualcuno “che veniva da lontano” potesse avere per le nostre colline e ci chiedevamo “non c’è il mare, non c’è la montagna, ma come trascorreranno qui le loro giornate questi turisti?”

Ora sappiamo bene come trascorrono le loro giornate, sappiamo bene quanto, soprattutto grazie a loro, sono cambiate le nostre colline, quanti nuovi ristoranti, quante nuove cantine, quanti agriturismi ma soprattutto, quante nuove targhe: Olandesi, Svedesi, Inglesi ecc…ecc..

L’altro giorno ho incontrato sulla strada che da Grinzane porta a Diano una Mini color panna con una targa Californiana ed allora ho subito pensato a Megan, una “Californiana di Barolo”.

Ho conosciuto Megan grazie a questa pagina e l’ho incontrata tempo fa nella sua residenza , proprio a Barolo; la Torre è bellissima e chiunque di voi sia stato a Barolo non può non averla notata, nel centro del paese. E’ un edificio del 17° secolo completamente rinnovato nel 2004 dalla quale si possono ammirare le vigne e le colline che circondano Barolo.

Li, sullo splendido balcone, con un bicchiere di Barbaresco ed un delizioso salame Megan mi ha raccontato parte della sua storia, la parte che l’ha portata a diventare quasi “una langhetta” e che l’ha convinta, nel 2005, ad acquistare la Torre a Barolo:

“ Il merito è di mio padre Harvey, che mi ha fatto conoscere questa zona così speciale. Mio padre amava il cibo e la buona tavola, ed era convinto di essere stato Italiano nella sua vita precendente.

Avevo appena 11 anni quando mi ha portato in Europa per la prima volta, siamo andati in Francia e ricordo che il sommelier in un ristorante era un po’ sorpreso dal fatto che mio padre mi facesse fare il primo assaggio del vino; avevo appena 15 anni quando mi ha portato in Europa per la seconda volta, era l’estate del 1985 e siamo rimasti per sei settimane.

Un paio d’anni dopo, durante il mio ultimo anno al liceo, sono stata sei mesi a Firenze e da allora sono letteralmente pazza per l’Italia!

Nel 1997 mi sono trasferita a Londra ed in quel periodo mio padre e mia madre vivevano nel sud della Francia. E lui suggerì di incontrarci tutti a Torino. Un cameriere, nel suo ristorante preferito in Alsazia, gli aveva raccomandato di visitare le Langhe e di incontrare Elio Altare, un produttore di vino a La Morra.

A Febbraio di quell’anno abbiamo visitato le Langhe per la prima volta, e le colline erano coperte di neve. Avevo già visto vigneti tante volte prima di allora, in California, a Napa e Sonoma, ma era la prima volta che vedevo un’area così totalmente ricoperta da vigneti. Quel che ricordo ancora di quella prima visita alle Langhe è la diversità della cucina locale, rispetto a quella toscana e ligure che conoscevo già. Nelle Langhe i piatti erano più leggeri e sembrava quasi che la pasta ti si sciogliesse in bocca. Ero molto contenta di provare per la prima volta una cucina regionale italiana più sofisticata e particolare. Ho imparato che l’utilizzo di prodotti, cacciaggione e pollame locali crea la base per un menù di specialità regionali ad altissimo livello.

Di quella prima visita alle Langhe, il mio più bel ricordo è una cena al ristorante “Trattoria della Posta”, quando ancora si trovava al centro di Monforte d’Alba e bisognava passare per la cucina per accedere alla sala da pranzo. Io e mio padre eravamo stati invitati dal signor Altare. Ovviamente mio padre pensava che, dopo aver vissuto a Firenze per sei mesi, io potessi tradurre i suoi pensieri per i nostri amici italiani, ma si sbagliava! Fortunatamente c’era anche la figlia del signor Altare, il cui Inglese era migliore del mio Italiano, e tra noi due siamo riuscite a tradurre quasi tutto. Ricordo ancora il mio stupore nel vedere questi uomini bere ottimo Barolo e parlare in allegria di varie annate enologiche. Ed era un momento speciale per me sedere a tavola accanto a loro e sentirli parlare, con orgoglio ed entusiasmo, dei loro vini, delle loro tecniche e delle loro tradizioni.

Dopo quel primo viaggio, altre tre volte ho visitato le Langhe insieme a mio padre, prima della sua morte nel 2000. Nell’estate dell’anno successivo, la nostra famiglia dalla California è venuta in Europa per visitare tutti insieme i suoi luoghi preferiti, specialmente le Langhe, e per spargere le sue ceneri nelle colline. Dal quel momento, ogni estate che andavo nelle Langhe, avevo questa speciale sensazione come di tornare a casa. Nel 2005 ho comprato TorreBarolo, una torre del diciassettesimo secolo al centro di Barolo. Non importa quanto tempo passo li, non importa quale stagione, sono sempre molto colpita dalla bellezza naturale delle Langhe.”

Una storia senza dubbio singolare ed affascinante; è un piacere sentire Megan raccontare la sua storia perché dalle sue parole, dal modo in cui si racconta, traspare la sua passione per questa terra e non vi nascondo che, per me langhetto, è un orgoglio sentire parlare di questa terra con tanta enfasi.

Mi è venuto spontaneo chiedere a Megan cosa facesse quando soggiorna qui nelle Langhe e lei mi ha risposto dicendo “…adoro invitare i miei amici qui per lunghi weekend visto che, sopratutto all’estero, non tutti conosco questa parte d’Italia. E perfino alcuni amici Italiani che ho conosciuto e frequentato a Londra conoscevano poco la zona e sono sempre rimasti piacevolmente sorpresi dalla bellezza naturale e dall’ottima cucina e dal vino. Devo anche ammettere che sono particolarmente contenta quando gli abitanti del luogo, che ormai conosco bene dopo tanti anni, si complimentano con me per la mia conoscenza dei posti e ristoranti della zona.

Considero TorreBarolo un posto speciale ed unico per godere di tutto ciò che le Langhe possono offrire e, rendendola disponibile agli ospiti, questa è la mia maniera per condividere l’amore e la passione per queste valli…”

Megan infatti, suo malgrado, non riesce a trascorrere troppo tempo nella sua bellissima Torre di Barolo motivo per cui la rende anche disponibile per per brevi o lunghi periodi.

La Torre si trova al centro di Barolo ed è costituita da 3 piani; come è consuetudine per una torre, ci sono sei livelli di scale interne, ma nessuna è troppo lunga o ripida; nonostante la Torre sia stata ristrutturata, con l’idea di mantenere molte delle sue storiche caratteristiche come i pavimenti di terracotta, le scale, le finestre ad arco, molte delle nuove rifiniture sono contemporanee, e questo ha creato un ambiente unico, molto più elegante e sofisticato rispetto ai tanti tipici B&Bs ed agriturismi presenti nella zona.

Che dire? Io vivo a Grinzane e devo ammettere che ci sto benissimo, ma se fossi un turista non avrei dubbi e la sceglierei sicuramente come alternativa ad un agriturismo, un bed and breakfast, un albergo o un’affittacamere.

Per maggiori informazioni visitate il sito Torrebarolo.it oppure la pagina qui su Facebook